Foto Selfie Valentina Biffi

Selfie significato: origine ed evoluzione dell’autoscatto selvaggio

Smartphone alla mano, obbiettivo puntato in faccia, faccina balorda e 1, 2, 3… Cheeeeeese! L’auto-scatto impazza sui Social Network: dai bimbiminkia a Barack Obama, son tutti innamorati persi di se stessi e del selfie, la moda del 2013 (guardate qui i 10 selfie dell’anno per Leonardo.it).

Diffuso con l’arrivo della macchina fotografica incorporata nel cellulare, non pensiate che il selfie abbia origine nei bagni dell’homo sapiens perché la loro nascita è molto più antica.

Il primo autoritratto, infatti, risale ai primi del ’900 quando la tredicenne granduchessa russa Anastasia Nikolaevna prese la sua nuova e fiammante Kodak Brownie e posizionandosi davanti allo specchio con un amico scattò. Nella lettera che accompagnava la fotografia, ha scritto: “Ho scattato questa foto di me stessa guardando allo specchio. Era molto difficile perché le mie mani tremavano“. Seguirono centinaia e centinaia di auto-scatti che quest’anno culminano forse con il favoloso selfie di Papa Bergoglio (ecco qui la foto).

Da dove nasce il termine “selfie”?  Ve lo dico io: il vocabolo è stato coniato dal fotografo Jim Krause nel 2005, quando con la diffusione di Facebook l’autoritratto scattato davanti alla doccia, con l’asciugamano in vita, era diventato sinonimo di cattivo gusto. Fino al 2010, infatti, la pratica dell’autoscatto selvaggio è stata portata avanti quasi esclusivamente dagli adolescenti in cerca di rimorchio; a partire dal 2011, invece, anche i più grandi si dedicano a cotanta attività ricreativa-narcisistica.

Quest’anno la parola “selfie” è entrata ufficialmente nella versione online del dizionario Oxford English e lo scorso novembre è stata proclamata “parola dell’anno”.

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